La strada oltre la musica

Nella mia vita ho avuto pochi cancelli sbarrati, chissà quanti ne avrò in futuro, ma uno più di tutti mi è stato molto difficile da accettare.
Sono cresciuta con un papà batterista e insegnante di musica e quest’ultima in generale era la mia passione più grande.
Mio papà mi ha da subito educata all’ascolto della musica e, visto che mi piaceva anche danzare, ho combinato i due interessi chiedendo ai miei genitori di iscrivermi ad un corso di danza.
Nel frattempo il mio amore per la musica aumentava, così iniziai anche dei corsi di pianoforte a soli sei anni.
Suonai quello strumento per quattro anni, poi abbandonai il corso perché volevo imparare a suonarne un altro che sarebbe diventato il mio grande amore: il flauto traverso.
Andando in una scuola media con indirizzo musicale, mi dedicai per tre anni allo studio di quello strumento.
Sinceramente me la cavavo davvero bene e come tutti quelli che sanno di avere una propensione in più degli altri per qualcosa, sognavo in grande, precisamente di poter entrare a far parte di una delle migliori orchestre del mondo.
Ero consapevole che avrei dovuto impiegarci molto tempo e rinunciare a tante altre cose, ma ero disposta a farlo perché era un grande sogno per me.
Alla fine della scuola media, mi consigliarono di frequentare il liceo classico e il conservatorio.
Senza pensarci due volte mi iscrissi al conservatorio di Vicenza, oltre che al liceo classico, ed ero felicissima, mi sembrava di aver raggiunto finalmente il mio obiettivo.
Purtroppo non sempre tutto è rose e fiori.
Impiegavo due pomeriggi a settimana per arrivare a Vicenza e frequentare i due corsi: uno individuale e l’altro di solfeggio.
Dall’altra parte avevo iniziato a frequentare una delle scuole più impegnative di questi tempi che non mi facilitò certo le cose: infatti il carico da studiare era troppo e si faceva sentire sempre di più.
Cercai di farmi spostare l’orario delle lezioni di conservatorio per riuscire a gestirmi meglio lo studio didattico, ma niente. Ho trovato tutt’altro che un cancello aperto. Nessuno mi veniva incontro.
Gli insegnanti del conservatorio, che dovrebbero incentivare noi giovani a frequentarlo, fecero tutto il contrario. Mi portarono ad abbandonare tutto.
Per problemi di orari e studio, ho dovuto rinunciare alla mia più grande passione.
Non mi sentivo più nessuno.
Ho imparato a mie spese che nella vita nessuno ti viene incontro, devi avere fortuna tu nel poter disporre dei mezzi giusti che ti permettono di raggiungere il tuoi obiettivi.
Così ho rinunciato per sempre a suonare in una grande orchestra e a costruirmi il mio futuro da musicista.
Ma accade sempre tutto per una ragione, ho pensato.
Infatti, frequentando il liceo classico, mi sono accorta che un nuovo interesse sta crescendo per una materia: diritto ed economia.
Probabilmente quella è la mia strada e tutto ciò è servito per farmi arrivare qui.
Rimango comunque felice del mio percorso, perché nonostante non sia andata a finire come speravo, mi sono comunque arricchita interiormente e so quanto può dare la musica.

Arianna Zocca