Le due facce dell’Amore

In una vita di restrizioni, permeata da violenza psicologica, è qui che nasce il consumismo chiamato Amore. Trovarsi, cercarsi, volersi, incorrere in ciò che, a dirla tutta, non ci aggrada. Mettersi a nudo, usarsi, allontanarsi, ignorarsi, cercare altrove. E qualora il tempo, le scelte, il destino ricongiungessero due anime ormai perdute, ma che in passato, per qualche frazione di secondo, sono state una sola, si assisterebbe a uno spettacolo di primordiale indifferenza. Io uso te, tu usi me. Questo è quello che al giorno d’oggi, sempre più frequentemente, chiamiamo Amore. Ed è questo il mio cancello sbarrato. L’Amore ha due facce: una ti lacera il cuore, l’altra ti fa rinascere dall’apatia malinconica nella quale siamo sempre più soliti ricadere. Sembra così chiaro, così facile eppure altrettanto elementare per me caderci di faccia come a sentire il naso frantumarsi, il sangue che sgorga incessante, la voglia di porre fine a questo dolore che dilania internamente e poi il
nulla.

Angelica Scillieri